Il mondo della musica e il ruolo della nuova Siae di Filippo Sugar

La velocità di esecuzione di un brano musicale è definita da un’indicazione di movimento riportata sul pentagramma. Il tempo previsto va, dunque, rispettato affinché l’interpretazione corrisponda a quanto desiderato dal compositore. “Essere fuori tempo” si dice di qualcuno che non ha ritmo ed è uso, tra chi suona, aiutarsi a “tenere il tempo” muovendo parti del corpo, per esempio un piede.

Ma come si “dà il tempo”? In italiano! Ebbene sì, la musica ha un’anima italica e non c’è direttore d’orchestra o musicista che possa esimersi dall’imparare un po’ della lingua del Bel Paese.
Che sia grave, presto o vivacissimo, il tempo racconta di una creatività italiana che va tutelata e di cui è importante proseguire la diffusione nel mondo.

E il mondo della musica e dell’editoria, come racconta Filippo Sugar, ha visto grandi cambiamenti con l’avvento dell’era digitale che ha portato con sé distorsioni, quali la pirateria, ed ha sottratto, con lo streaming, il supporto fisico più classico: il disco.
Filippo Sugar, da poco alla presidenza di Siae ha un compito molto importante di riorganizzazione della Società degli Editori ed Autori affinché questa possa stare al passo col mercato di oggi.
I prossimi due anni si rivelano fondamentali, ma Filippo Sugar ha dalla sua la lunga esperienza perchè immerso nel mondo della creatività essendo dal 1997 a capo del gruppo di famiglia fondato nel 1932 dal nonno Ladislao.
Sugar Music si occupa da sempre di distribuzione di opere di autori diventati famosi in tutto il mondo quali Andrea Bocelli, Elisa, i Negramaro, seguendo un filo che intreccia la famiglia con l’attività imprenditoriale e l’innovazione con il cambiamento. In questo contesto di valori, fare musica è un’attività artigianale che richiede mezzi tecnologici e sempre più sofisticati di distribuzione in un mercato globale.

Il grande rispetto che gli autori hanno di Filippo Sugar lo ha condotto alla presidenza di Siae con ben 21 voti su 30. Perché Filippo Sugar è, da sempre, dalla parte della creatività nella ricerca continua di uno spazio protetto all’interno del quale sia possibile produrre ed esportare la cultura italiana nel mondo.
La musica italiana parla di caratteristiche proprie ed ha uno stile riconoscibile. Portarla fuori dai confini della nazione significa rispettare la capacità tipicamente nostra nel creare contenuti che, rigorosamente, non devono omologarsi alla cultura anglosassone imperante. Bisogna cantare in italiano, secondo Filippo Sugar, perché non ci sono limiti alla possibilità di sfondare all’estero se c’è originalità in quello che si produce.

Certo, il mercato musicale italiano vede brutti momenti e, in parte, la TV contribuisce a creare modelli che mal si adattano alla musica. La TV è un buon mezzo di diffusione, soprattutto di pezzi storici ancora vivi ai giorni nostri, ma, sostiene Filippo Sugar, difficilmente uno dei nostri più grandi cantautori avrebbe fatto la fila per partecipare ad un talent show.
Forse un vero artista andrebbe controcorrente pur di fare la propria musica e Siae vuole essere presente per tutelare le idee che non rientrano in alcuno schema.

Il ruolo del Casellario giudiziale

Quando si ha la necessità di consultare certificati penali, provvedimenti amministrativi e giudiziari,  non dovete far altro che raggiungere  la Procura della Repubblica dove scoprirete l’ufficio del Casellario giudiziale.

Cioè un ufficio, appunto, dove sono stipati tutti questi tipi di certificati, li depositati  secondo l’art. 3 del D.P.R.  del 14 novembre 2002 n. 313.

Avrete ovviamente l’onere di stilare una specifica richiesta con la quale avrete il permesso di avere  e leggere  il certificato generale che  contiene  tutte le pene del giudice, peraltro immutabili e relative a:

  • il certificato civile che include le pene relative alle capacità di comprendere e di volere dell’individuo in questione, come:

–          l’interdizione legale e giudiziale;

–           interdizione e amministrazione di sostegno;

  • i provvedimenti connessi ai tracolli e quelli attinenti alla privazione o all’abrogazione della cittadinanza
  • istanze penali, civili ed amministrative
  •  il certificato penale che contiene le pene  di condanna conclusiva

Se non si ha modo di giungere di persona nell’ufficio del casellario giudiziale, allora vi sarà dato modo di  riempire un modulo ad hoc per investire una terza persona, allegando a questo la fotocopia di un documento di identità.

Per di più i certificati hanno un prezzo  che può cambiare a seconda della  loro classificazione e hanno legalità di sei mesi dalla data di conferimento.

Il documento dato all’interessato, in seguito all’ art 15, comma 1, della legge 183/2011,  del 1°gennaio 2012, non può essere messo in circolazione dagli organi della pubblica amministrazione o agli impiegati di pubblici servizi.

I  certificati devono essere chiesti dalle pubbliche amministrazioni per lo sviluppo dei loro compiti e anche dai  pubblici servizi e dall’autorità giudiziaria penale oltre che, come abbiamo intuito, dalle persone interessate.

I minorenni e coloro che vengono definiti interdetti,  devono  quindi necessariamente  essere seguiti dai genitori o da chi ne fa le veci e che facciano vedere  un valido accorgimento di nomina.

Sono in vigore alcuni casi particolari per cui non è indispensabile pagare per la consegna dei documenti da parte del Casellario:

–          l’adozione o l’affidamento di minori (art. 82 L.184/83),

–          quando il documento è chiesto per fondamento e previdenza obbligatoria  (art. 10 L. 533/73)

–          per la trasgressione ad un errore giudiziario (art. 176 disp. att. c.p.p.)